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L’arte prende forma durante la terza edizione T-Fest: benvenuti al T-Mostro

2025-07-17 19:29

Vincenzo Giandomenico

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L’arte prende forma durante la terza edizione T-Fest: benvenuti al T-Mostro

Un percorso espositivo vi aspetta dal 18 al 20 luglio nel cuore antico di Pulsano tra bellezza e creatività.

Per il terzo anno consecutivo l’arte sarà protagonista del T-Fest all’interno dell’area T-Mostro. Tre giorni, dal 18 al 20 luglio, in cui il pubblico avrà la possibilità di conoscere e osservare da vicino opere uniche, frutto di ricerca ricerca, ispirazione e visione personale


La mostra, che vedrà protagonisti diversi artisti locali, si svolgerà all’interno del suggestivo Convento dei Padri Riformati, che con la sua atmosfera sospesa farà da cornice perfetta al percorso artistico.


L’esposizione avrà inizio, a partire dalle ore 19.00 nella storica sala del refettorio, per poi estendersi nel giardino adiacente, creando un’esperienza immersiva e sensoriale. L’ingresso al T-Mostro è completamente gratuito.


A seguire, le biografie degli artisti selezionati per questa edizione.




Jole De Marco


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Di origine pulsanese, Jole De Marco si forma a Firenze in Arredamento ma portando l'arte pittorica sempre nel cuore. Jole inizia la sua produzione artistica da giovane, approcciandosi inizialmente al figurativo ma con una vena grafica nell'importanza della linea di contorno.

Dai paesaggi pugliesi inizia a passare all'astratto e ad allargare la palette di colori, cominciando un'esplorazione oltre la figura e la bidimensionalità. I suoi lavori astratti sono spesso su supporti non convenzionali, le pennellate si alternano alle spatolate in rilievo o all'uso della foglia d'oro o della sabbia del mare di Pulsano, a cui l'artista è molto legata.

Jole De Marco partecipa alla mostra con una selezione della sua ultima produzione artistica, astratta e giocosa in cui tutto è messo in discussione e l'interpretazione del quadro si apre a seconda dell'osservatore e delle sue emozioni.

Le opere:


Cesto di frutta; pittura a olio, foglia d'oro, gesso; 2025


L'ultima opera di Jole raffigura un cesto di frutta su uno sfondo a colori pastello. Il centro della composizione è il cesto, disegnato con linee nere e curve, mentre tocchi di colore emergono dalle spatole di gesso bianco che, assieme alla foglia d'oro, illumina la tela.


I Capasoni, Olio su tela, 2019


I tradizionali recipienti di liquidi quali il vino, sono un elemento classico della vita domestica pugliese. In questo quadro i Capasoni, di varie dimensioni, emergono da uno sfondo quasi ton sur ton, il colore caldo della terracotta domina il quadro. Le pennellate sfumano lo sfondo e i grandi vasi rendendoli parte di un sogno e di un immaginario che è profondamente radicato alla tradizione e al territorio.


Città sul mare, Olio su tela, 2022


In questo paesaggio astratto vediamo i colori arancio e blu che evocano un tramonto, una linea di costa e uno skyline tanto realistico quanto astratto. Un paesaggio radicato nella fantasia dell'artista che però trova una famigliarità negli occhi di chi l'osserva. Il modo in cui i colori si mescolano fra loro crea un effetto di riflesso. A primo impatto ci sembra qualcosa di reale ma più lo si osserva più ci si perde nei colori e nelle loro sfumature, tutt'altro che reali.


Il Trabucco, Olio su tela, 2022


In questo paesaggio di fantasia, nato da un ricordo di viaggio, il focus dell'opera è data dalle linee nere rappresentanti un Trabucco: struttura legata alla pesca e alla costa. Le linee diagonali catturano il nostro sguardo, dettando un ritmo visivo quasi bauhoussiano, limitato alla sola parte centrale lasciando nel resto del quadro la supremazia del colore e delle sue sfumature.


Donna in blu, Olio su tela, 2018


Dai colori vividi e malinconici, il nudo seduto esplora il corpo femminile non nella sua sessualità ma nella sua bellezza astratta ed emozionale. La donna è ritratta di spalle con il volto chino e una gamba piegata sul divano. Il blu, in varie sfumature, domina il dipinto: un colore malinconico, sensazione amplificata dalle colature di colore, che però viene contrastato da una concentrazione di arancio che rende tutto più caldo ed equilibrato. Questo nudo ci evoca la malinconia ma anche il momento di sogno in solitaria, ci evoca lacrime ma anche pioggia e il calore della propria casa e del fuoco interiore. Un ritratto emotivo di una donna nuda in quanto spoglia di qualsiasi finzione.


Alessandra Gervasio


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Nata a Taranto classe 2003, inizia la sua sperimentazione artistica mentre frequenta il corso di Progettazione Grafica e Comunicazione Visiva presso l'ISIA di Urbino. La sua ricerca fonda i linguaggi principali del contemporaneo con attenzione alle proprie radici e a tecniche tradizionali andando ad esplorare, attraverso diverse tecniche, il concetto di comunità, la memoria dei luoghi e l’introspezione.

Alessandra Gervasio vince il premio "Isola madre" del 2024 con il progetto "Scala 1:1", presentato durante il festival Artlab Eyeland di Taranto. Al T-Fest partecipa con il suo primo progetto autoprodotto nel 2023: "Di tutte le volte", un libro fotografico rilegato a mano, dove una fotografia d'archivio di una stanza - anonima, funzionale, priva di significato per il suo ignoto autore - diventa un contenitore di memoria intima. 


Questo progetto autobiografico esplora il suo rapporto con la camera da letto della madre attraverso un'unica immagine ricorrente: una foto trovata in una perizia immobiliare. A ogni ripetizione, il testo cambia, stratificando narrazioni nel flusso dei ricordi attraverso le pagine, mentre l'immagine rimane fissa - un punto fermo nel tempo che rifiuta di dissolversi, interrogando ciò che conserviamo e ciò che ci sfugge. 


Una stanza contiene storie private, ma le sue pareti non hanno alcun significato per gli estranei. Riconcettualizzando questo documento impersonale, l'artista si chiede: cosa può raccontare uno spazio semplicemente esistendo in quanto tale? L'intimità dell'ambiente domestico culla e nasconde ciò che facciamo e ciò che ci accade, eppure a volte è necessario portare tutto alla luce, guardarlo e lasciarlo andare.


Mena Fueco Studio


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Nato dalla visione di Francesco/Uzho, MENA FUECO studio è un progetto che ha come obiettivo la promozione e la diffusione della ceramica artistica, inteso sia come vendita di opere di ceramica contemporanea ma anche come trasmissione e diffusione di idee e tecniche, tramite le residenze artistiche e corsi di formazione. 


MENA Fueco studio nasce a Grottaglie, nel cuore della tradizione ceramica pugliese, ma propone un linguaggio nuovo fatto di artisti provenienti da varie parti d'Europa, dove la ceramica non è solo tradizione e funzionale ma un vero e proprio mezzo di espressione artistica.


Nella mostra del T-Fest partecipano gli artisti Anna Heras, Zakira Lab, Michele Vacca, Giacomo Viva.



Puoi connetterti con il collettivo qui:


Sito web: https://menafueco.studio/


Instagram: menafueco.studio

Artisti in mostra:

Aniana Heras, nata a Guadalajara, si forma in arte e design a Madrid prima di trasferirsi a Berlino. Dopo 15 anni di carriera come designer e creativa, nel 2022 inizia il suo percorso con la ceramica, traendo ispirazione dalle ceramiche spagnole e fondendole con il mondo della scultura, del design e dell'architettura.

La sua poetica si concentra sulla consapevolezza e sul radicamento, cercando un punto di incontro fra architettura ed arte. Aniana Heras partecipa al T-Fest con Blue Sky, un vaso architettonico, realizzato durante la residenza artistica presso l'Ex Frantoio di Grottaglie. Il vaso ci rimanda a un cielo stellato, nella sua decorazione ma anche nella sua forma architettonica, con questi raccordi che si sviluppano in altezza.

Contatto artista: Instagram anianah

Zakira Lab, nasce e cresce a Milano dove frequenta gli ambienti più creativi. Nel 2012 comincia ad esplorare il mondo della ceramica e nel 2017 inizia un percorso biennale alla Fondazione Cova. Un artista a tutto tondo, specializzata nella fotografia still life, partecipa al T-Fest con Arkaika walls: Io muro, non r-esisto.

L'oggetto, realizzato durante la residenza artistica all'Ex Frantoio di Grottaglie, diventa muro grazie al gesto delle sgraffiature su una superficie che ricorda l'intonaco di un muro, ma anche dalla sua descrizione testuale, che ci pone davanti alla riflessione del suo significato concettuale.

Contatto artista: Instagram zakiralab

Michele Vacca, residente dell'Ex Frantoio e Mena Fueco, nasce a Grottaglie per poi formarsi a Milano come tatuatore, professione che lo farà atterrare a Bologna presso il rinomato studio Body Markings Tattoo. Al suo ritorno a Grottaglie comincia la sperimentazione con la ceramica, nel quale fonde il linguaggio pittorico e grafico del tatuaggio, specialmente quello giapponese. Michele Vacca partecipa al T-Fest con un suo vaso senza titolo con decorazione a engobbi.

A dominare il vaso è questa enorme tigre bianca su uno sfondo sia naturalistico, dato dall'erba, e al tempo stesso astratto, dato dal colore rosso vivo. La pennellata è piatta e uniforme, in pieno rispetto della pittura giapponese, che viene riproposta in un linguaggio più urban.

Contatto artista: Instagram vaccatattoos

Giacomo Viva, originario di Grottaglie, ha fin da subito frequentato le botteghe che gli hanno permesso di familiarizzare con la materia e le varie tecniche tradizionali. I suoi lavori han rapidamente girato spazi privati e gallerie da Venezia a Londra, mettendone in risalto non solo la profondità concettuale e lo spirito provocativo ma anche le qualità tecniche, che ha messo poi al servizio delle più grandi Maison di moda collaborando con Officine Saffi.

Ora ha un laboratorio tutto suo, dove tiene lezioni private di tornio e continua a creare opere d'arte che trasmettono messaggi profondi. La sua ceramica artistica è un mezzo per esprimere la sua anima creativa e comunicare con il mondo, ed è evidente come il mondo dei graffiti, in cui bazzica ancora volentieri, abbia lasciato il suo segno nel suo stile unico e audace. Al T-Fest partecipa con Black Devil, un vaso realizzato nel 2022 al tornio e modificato nella sua forma da anse diaboliche e due grandi incisioni, la smaltatura materica riflette una densità che riporta a un immaginario demoniaco.

Contatti artista:
Sito web: vivaceramics.com
Instagram: viva_ceramics

Gabriele Cardosi, romano di nascita e londinese di adozione, e' un talentuoso tatuatore che approccia per la prima volta la ceramica nella sua residenza a Grottaglie, organizzata da Mena FUECO presso l'Ex Frantoio. In questa occasione ha sperimentato varie tecniche di modellazione e di decorazione.

Al T-Fest partecipa con Totem Graffiti, un piatto tradizionale nella forma ma totalmente contemporaneo nella sua decorazione: immagini piene di dettagli e di livelli; la scrittura che emerge e si confonde in questo enorme muso di tigre dalla lingua umana.

Contatti artista:
Sito web: linktr.ee/cardosigabriele
Instagram: gabriele_cardosi

Simone Brillarelli, di origine fiorentina, lavora con un tratto che sembra non voler essere perfetto, ma piuttosto umano. Spesso nei suoi lavori si percepisce la leggerezza di un disegno “a matita”, una grafite che non è mai pienamente compiuta, ma che trattiene l’emozione del momento.

Questo approccio crea un senso di fragilità e intimità nelle sue immagini, come se fossero visioni tratte da un diario visivo personale. Nelle sue opere, il fiore non è mai decorazione. È metafora dell’identità, della memoria e della trasformazione. Fiori stilizzati, “scolati”, imperfetti: sono i frammenti di un giardino interiore, il riflesso di una bellezza che non vuole essere trattenuta ma lasciata andare, come un pensiero che sfuma.

Nonostante l’apparente spontaneità, ogni segno è il risultato di un equilibrio fra controllo e gesto istintivo. Al T-Fest partecipa con Ricordo Rosso, parte della serie “Private Garden”, una serie di vasi dove la tecnica mista di engobbi e smalti si lega a un’idea di decorazione come atto spontaneo, mai statico. Il fiore che cola, il tratto che sbava, sono parte della verità del segno.

Contatti artista:
Sito web: brillarelli.myportfolio.com
Instagram: simonebrillarelli

Elia Studio Lab, originario di Oria, si forma nella tradizione ceramica per poi proseguire il suo percorso nel design. Le forme e le icone della tradizione vengono rielaborate in un linguaggio minimal ma allo stesso tempo ironico e sperimentatore. Elia Studio Lab è alla base dell'associazione Ex-Frantoio di Grottaglie, che si pone come Mission la divulgazione della passione per la ceramica e la condivisione di spazi di lavoro.

Al T-Fest partecipa con la sua Oliera in gres, un oggetto di design che rimanda al contenuto in una forma ammaliante e giocosa.

Contatti artista:
Sito web: eliastudiolab.sumupstore.com
Instagram: eliastudiolab



Antonio Tomai Pitinca


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Nonostante non abbia mai intrapreso studi artistici, dedicandosi dapprincipio alla letteratura, Antonio Tomai Pitinca (1998) si è da sempre, sin da bambino, servito dell’arte come principale strumento espressivo.


Dapprima intimorito dalla pittura a olio, ne diventa successivamente un estimatore, grazie alle sue caratteristiche di straordinaria versatilità e brillantezza. La sua ricerca pittorica è connotata da un grande interesse per la zoologia: la maggior parte delle sue opere, infatti, riproduce animali di ogni tipo, spasmodicamente rappresentati nella loro intricata e sublime realisticità e definiti da dettagli resi vividi attraverso tonalità sapientemente miscelate e trasposte sulla tela.


Proprio questa caratterizzante ricerca del dettaglio e del reale, non costituisce una “liberazione artistica” ma è, anzi, decisamente una costrizione. Per l’autore, infatti, fare arte è un atto complesso che richiede una minuziosa attenzione dalla quale scaturisce un’inquietudine derivante dall’ansia di non riuscire a ottenere il risultato sperato. Dietro la placidità dei suoi soggetti, dunque, si nasconde un procedimento tecnico irrequieto e affannoso il quale, tuttavia, è proprio il motore che spinge l’artista a evolversi costantemente e, soprattutto, a migliorare nel tempo.


Antonio Tomai Pitinca è originario di Pulsano, si è formato a Siena e Roma e le sue opere sono state esposte in diverse mostre sul territorio pugliese.




Le opere:


“The Room”, acrilico su tela


Puoi connetterti con l'artista qui:


Instagram: https://www.instagram.com/antospritzgerald/




Francesca Tomaipitinca


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Francesca Tomaipitinca nasce a Grottaglie nel 2002. Sin da bambina mostra una curiosità per il mondo dell’arte. Questo interesse la porta a scegliere il Liceo Artistico di Taranto, dove inizia a coltivare consapevolmente la sua passione, diplomandosi nel 2021.


Prosegue la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Udine, dove nel 2025 consegue il diploma accademico di primo livello in Pittura con la votazione di 110 e lode, sotto la guida del professor Carlo Alberto Palumbo.


Nel suo lavoro artistico, Francesca esplora il legame profondo tra l’individualità dell’essere umano e l’ambiente che lo circonda, cercando di coglierne le sfumature emotive. Predilige l’utilizzo di tecniche pittoriche tradizionali, come l’olio e la tempera, attraverso le quali ricerca una connessione con lo stile dei maestri del passato, ritenendoli i mezzi più efficaci per affrontare alcune delle tematiche che più le stanno a cuore.


La sua produzione pittorica, sospesa tra simbolismo e mitologia, intreccia suggestioni alchemiche e riflessioni filosofiche, presentano il corpo come un tramite attraverso cui è possibile raggiungere l’illuminazione.


L’artista ambisce a stimolare e coinvolgere lo spettatore in modo intimo e personale. Nel 2024 si aggiudica il primo premio al concorso artistico "Lilian Caraian" di Trieste.


Le opere pittoriche:


Selene, Olio su tavola e foglia d’oro - 61x86 cm


In quest’opera viene rappresenta la dea greca Selene, personificazione della Luna, immersa in un’atmosfera sospesa e silenziosa. Il mare, elemento fluido e cangiante, non è solo sfondo ma diventa simbolo stesso della dea: riflesso della sua mutevolezza e della sua forza nascosta.


Nascita di Venere, Olio su tavola - 75x95 cm


In quest’opera viene reinterpreta la figura di Venere ispirandosi alla visione neoplatonica e al mito classico, unendo riferimenti da Botticelli a Bouguereau. La dea emerge dalla schiuma marina su una conchiglia, simbolo di nascita e sacralità, mentre il soffio di Zefiro e l’alba evocano la forza vitale e il rinnovamento spirituale. Ogni elemento naturale diventa parte di un linguaggio simbolico che celebra la bellezza come manifestazione divina.


Ninfa al bagno, Olio su tavola - 60x40 cm


In Ninfa al bagno, l’artista raffigura una figura femminile colto nel gesto silenzioso del bagno, che si staglia su uno sfondo classico che richiama l’estetica greco-romana, tra antico e natura idealizzata.


Oasi, Olio su tavola -60x40 cm


In Oasi, l’artista ritrae una figura femminile avvolta in un hijab, inserita in una struttura che richiama le atmosfere del deserto mediorientale o nordafricano. L’ambiente, caldo e silenzioso, fatto di sabbia, palme e architetture tradizionali, fa da sfondo a una presenza calma e raccolta.


Puoi connetterti con l'artista qui:


Instagram: https://www.instagram.com/francesca.t_art/




Art Photography Production di Piero Andrea Monteleone


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Art Photography Production è uno studio specializzato nella realizzazione di riprese aeree cinematografiche, servizi fotografici e video per cerimonie private, shooting personalizzati, videoclip musicali e video pubblicitari.


Ogni progetto viene curato con la massima professionalità, per offrire ai clienti reportage cinematografici in grado di rendere unici e indimenticabili i momenti più importanti.


In occasione del T-Fest, Art Photography Production sarà presente con una suggestiva gigantografia che ritrae un tratto della litoranea pulsanese, omaggio visivo al nostro territorio.


Puoi connetterti con Art Photography Production qui:


Sito web: https://art-photography-production.webador.it/




Mostra Pomologica fotografica a cura di BiodiverSO Puglia


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Il progetto BiodiverSO sarà raccontato attraverso una selezione di immagini che celebrano la biodiversità orticola della Puglia. Il progetto mira a salvaguardare varietà locali di ortaggi a rischio di estinzione, come cipolle, carciofi, cicorie, meloni e pomodori, attraverso attività di catalogazione, conservazione e caratterizzazione genetica. 


Le azioni si svolgono sia in campo (on farm) che in laboratorio (ex situ), coinvolgendo agricoltori custodi, università ed enti di ricerca. L'obiettivo è valorizzare il patrimonio agricolo pugliese e sensibilizzare il pubblico sull’importanza della diversità genetica per il futuro dell’agricoltura e dell’ambiente.


Per saperne di più su BiodiverSO clicca qui:


Sito web: https://biodiversitapuglia.it/il-progetto-biodiverso/



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